26 agosto 2017

Lettera alla redazione del Corriere farlocco della Sera

Buongiorno
sono un lettore come tanti della vostra prima pagina online; da tempo non mi stupisco più della vostra vocazione sovversiva, destroide, totalitaria, della vostra militanza renziana, nichilista, anti-Stato e chi più ne ha più ne metta.
Tuttavia vi faccio notare che alla gente interessano notizie come questa:
http://video.gelocal.it/nuovavenezia/cronaca/morti-nell-incendio-a-prato-la-proprietaria-dovevano-viverci-non-lavorarci/79106/79519 che voi non date di proposito, vogliosi come siete di creare una realtà fittizia dove "tutto va bene" e dove gli unici MALI sono le Ong, Ignazio Marino e i rifugiati (per citare solo le vostre più recenti grottesche campagne d'odio e bugia).

Ma sappiate che siete, da Stella (bella eh la tua patacca dell'anno scorso sul Concorsone! ci mancava) all'ultimo dei redattori (forse si salva Servegnini), gente in malafede.


Saluti
Davide Zanin

p.s.: e visto che ci sono, vi ricordo che non siete Novella2000 o almeno non lo eravate. Quindi la colonna destra della vostra frontpage, piena di sciocchezze e foto provocanti e veline e soubrette inutili, a mio parere dovrete lasciarla a Repubblica acchiappaclick.

23 agosto 2017

Recensione a: Psicologia (autori L. D'Isa, F. Foschini, F. D'Isa, editore Hoepli) per il primo biennio del Liceo Scienze Umane

Tra i vari titoli in commercio per il Liceo Scienze Umane questo è di gran lunga il peggiore. Stupisce come tanta ignoranza sia potuta venir condensata in così poche pagine.
Il panorama degli argomenti è molto ampio ma nessuno è veramente approfondito: troppo spesso ci si limita a fornire ricette da psicologia di senso comune e non mancano le citazioni di proverbi (p. 295).
Scarsi anche i riferimenti a ricerche sperimentali, per lo più superate (Guilford per l'intelligenza!). Per tutti i temi mancano agganci con la psicobiologia: cosa che sconcerta specie per le sezioni su emozioni, apprendimento e memoria.
Sempre sulle emozioni si segnala una certa ambiguità terminologica (si scambia "sentimento" con emozione appena tre righe dopo averli definiti come ben distinti) che non giova certo allo studente novizio che necessita di costruirsi un lessico psicologico preciso.
Inutilmente cervellotiche e confondenti anche le definizioni di motivazione, motivo, scopo, bisogno. Ridicolo poi ribattezzare la motivazione intrinseca come motivazione diretta. Ma si tratta probabilmente di una delle tante idiosincrasie degli autori.
Enfasi particolare viene data a ricerche di autori minori come Vester (capitolo Intelligenza) del tutto screditati da decenni di ricerche successive e, giustamente, ignorati anche nei programmi universitari delle materie psicopedagogiche.
Imbarazzante la menzione all'interpretazione psicanalitica del test della figura umana all'interno del capitolo sull'Intelligenza. Gli autori non potevano manifestare in modo migliore il loro sprezzo per gli alunni e insieme la loro ignoranza in fatto di epistemologia.
Comunicazione non verbale trattata come nei manuali da leggere sotto l'ombrellone (quelli tipo "io sono ok tu sei ok"): spazio dunque alle semplificazioni caricaturali dei significati nascosti delle varie posture del corpo. Menzione speciale (ma con la consueta vaghezza e fretta) per tale Abercombie, linguista irrilevante ma di cui evidentemente la premiata ditta D'Isa (padre e figlio eh! che teniamo famiglia) e Foschini ha letto qualcosa per la tesi di laurea ai tempi che furono. E dunque perchè non inserirlo?
Capitolo sul metodo di studio davvero raffazzonato e basato prevalentemente su un unico testo di Guido Petter. Gli autori insomma mostrano di essere fermi agli anni 80 e di non amare l'aggiornamento professionale, meno ancora la letteratura internazionale.
Colpisce infine l'assenza di riquadri biografici su autori importanti (neanche Bowlby). Presenti invece quizzetti a risposta multipla al termine di ogni capitolo.
Sintassi a volte affrettata e addirittura casi di periodi senza la principale; qualità di scrittura quindi nettamente inferiore al testo della Einaudi, già recensito negativamente.
Testo di utilità quindi nulla per qualunque docente responsabile. Dannoso per lo studente.

27 giugno 2017

La Nave di Teseo: appunti dai risultati delle amministrative 2017 e dal mondo dei media


Renzi sconfitto nei fatti ma vincitore davanti allo specchio: centra l'obiettivo di avere un partito in cui restano solo i suoi estimatori e il progetto di smantellamento della sinistra arriva piano piano a compimento. Un processo che ricorda il paradosso della nave di Teseo. In questo senso  risultati sono coerenti con quelli della sua recente elezione a segretario: tra gli iscritti e tra gli elettori sono rimasti solo i fans di Matteo, che ben poco rappresentano la sinistra riformista. 
Per capire che queste erano le intenzioni bastava seguire l'umoristico
https://twitter.com/renzomattei già dal 2014. 

La scarsa affluenza alle urne ormai cronica indica che l'elettorato di sinistra semplicemente non vota più: MDP - Articolo 1 non raccoglie infatti nulla e sconta la campagna ostile del Corriere della Sera che punta a rendere irrilevante agli occhi dei suoi lettori il partito di Bersani e Rossi: la strategia del giornale è quella di ignorare sistematicamente il partito o di parlarne solo riportando qualche dichiarazione di D'Alema, il meno credibile dei fuoriusciti, ormai considerato il rottamato per antonomasia, per di più ex-inciucista dunque ipocrita. Il Corriere, organo ufficiale della squadra renziana, soffoca in culla la sinistra non renziana presentandola ai lettori come quella fatiscente "cosa di D'Alema". Si veda come è costruito questo filmatino (che il Corriere rende impossibile da visualizzare direttamente in altri spazi).

I 5 Stelle che perdono voti e Lega FI che li guadagnano: chiaro indice che la base elettorale è  in parte intercambiabile e sovrapponibile. L'elettore grillino-salviniano, ultimamente deluso dalla vacuità dell'esperienza Raggi a Roma, ben pubblicizzata da tutti i media, mantiene come valore di riferimento l'opposizione all'immigrazione, alla Casta e alla UE. Null'altro. Si caratterizza spesso anche per: 1) una provenienza dal mondo dell'artigianato e della piccola imprenditoria allergica all'IVA; 2) un livello di istruzione medio che si vanta di essere arrivato al più al diploma (mentre per l'elettore di FI si deve includere una fetta più aristocratica di avvocati e commercialisti); 3) una scarsa e ormai caricaturale propensione a non approfondire qualunque tema di interesse pubblico (sanità, ambiente, scuola, geopolitica, ecc.).

Questo il desolante panorama attuale.

24 giugno 2017

Ostia Antica


Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.

(G. Leopardi, La sera del dì di festa, 1820)

22 agosto 2016

Educazione: dal Dizionario Filosofico di Voltaire (1764)

Dialogo tra un Consigliere e un Ex-gesuita (1)

    L’Ex-gesuita:
Signore, vedete il triste stato in cui m’ha ridotto la bancarotta di due commercianti missionari. Non avevo certamente nessun contatto con fratello La Vallette e fratello Sacy (2); ero un povero prete al collegio di Clermont, detto "Luigi il Grande"; conoscevo un po’ il latino e il catechismo che vi ho insegnato per sei anni, senza nessun salario. Appena uscito dal collegio, appena vi siete comprato una carica di consigliere al Parlamento, avendo fatto finta di studiare il diritto, avete dato il vostro voto per costringermi a mendicare il pane fuori dalla mia patria, o per ridurmi a viverci schernito con sedici luigi e sedici franchi all’anno, che non bastano per vestire e nutrire me e la mia sorella sarta ormai invalida. Tutti mi dicono che questo disastro è capitato ai fratelli gesuiti, non solo a causa della bancarotta di La Vallette e di Sacy, missionari, ma perché fratello La Chaise, confessore, era stato un intrigante, e fratello Le Tellier, confessore, un impudente persecutore; ma io non ho mai conosciuto né l’uno né l’altro: costoro erano morti prima ch’io nascessi.
Si sostiene, inoltre, che certe dispute tra giansenisti e molinisti sulla Grazia Versatile e sulla Scienza Media hanno molto contribuito a farci cacciare dalle nostre case, ma io non ha mai saputo che cosa fosse la Grazia. Un tempo, vi ho fatto leggere Despautère e Cicerone, i versi di Commire e di Virgilio, il Pedagogo Cristiano e Seneca, i Salmi di Davide in un latino maccheronico e le odi di Orazio alla bruna Lalage e al biondo Ligurino, flavam religantis comam41, che pettina le proprie bionde chiome. In poche parole, ho fatto quel che potevo per istruirvi bene, ed ecco la ricompensa!
   
    Il Consigliere:
Mi avete dato proprio una bell’educazione; è vero che mi accontentavo del biondo Ligurino. Quando, però, feci il mio ingresso in società, e mi azzardai a parlarne, ci si burlò di me; avevo un bel citare le odi a Ligurino e il Pedagogo cristiano, non sapevo né che Francesco I fosse stato fatto prigioniero a Pavia, né dove si trova Pavia; perfino il paese in cui sono nato mi era sconosciuto; non conoscevo né le leggi principali, né gli interessi della mia patria: neanche una parola di matematica, neanche una parola di sana filosofia; sapevo un po’ di latino e delle sciocchezze.
   
    Ex-gesuita:
Non potevo insegnarvi ciò che non mi era stato insegnato. Avevo studiato, quando avevo quindici anni, nello stesso collegio: a quell’età un gesuita mi turlupinò; diventai novizio, mi fecero rimbecillire per due anni, e poi mi fecero comandare. Vorreste forse che vi avessi impartito l’educazione che si riceve alla Scuola militare?
   
    Consigliere:
No, bisogna che ognuno impari presto tutto ciò che può permettergli di avere successo nella professione cui è destinato. Clairaut era figlio di un maestro di matematica; non appena imparò a leggere e a scrivere, suo padre gli illustrò la propria arte; egli divenne un buonissimo geometra a dodici anni; successivamente apprese il latino, che non gli servì mai a nulla. La celebre marchesa du Châtelet in un anno imparò il latino, e lo sapeva benissimo, mentre noi venivamo tenuti sette in collegio per farci balbettare quella lingua, senza mai parlare alla nostra ragione.
Quanto allo studio delle leggi, nel quale entriamo dopo esserci congedati da voi, era ancora peggio. Io sono di Parigi, e per tre anni mi vengono fatte studiare le leggi dimenticate dell’antica Roma; la mia legge consuetudinaria mi basterebbe, se nel nostro paese non ci fossero centoquarantaquattro consuetudini diverse.
All’inizio, ascoltai il mio professore che iniziò distinguendo la giurisprudenza in diritto naturale e diritto delle genti: il diritto naturale è comune, secondo lui, agli uomini e agli animali; mentre il diritto delle genti è comune a tutte le nazioni, di cui qualcuna è in disaccordo con i propri vicini.
In seguito, ci parlarono della legge delle dodici Tavole, presto abrogata presso coloro che l’avevano promulgata; dell’editto del pretore, quando non abbiamo pretori; di tutto ciò che concerne gli schiavi, quando non abbiamo schiavi domestici (almeno nell’Europa cristiana); del divorzio, quando il divorzio non è ancora entrato in vigore tra noi, ecc., ecc., ecc.
Mi accorsi ben presto che mi stavano calando in un abisso dal quale non avrei mai potuto uscire. Vidi che mi era stata data un’educazione del tutto inutile per regolarmi in società.
Confesso che la mia confusione è raddoppiata quando ho letto le nostre ordinanze; ne esistono per l’equivalente di ottanta volumi, tutte in contraddizione tra loro: quando giudico, sono costretto a rimettermi a quel po’ di buon senso e di equità che la natura mi ha concesso; e con questi due aiuti mi sbaglio quasi sempre.
Ho un fratello che studia teologia per diventare gran vicario; lui si lamenta ancora di più della propria educazione: deve perdere sei anni per stabilire se esistono nove cori di angeli, e qual è l’esatta differenza tra un trono e una dominazione; se, nel paradiso terreste, il Pisone si trova a destra o a sinistra del Ghicon [Gn 2, 11-13]; se la lingua in cui il serpente ebbe alcune conversazioni con Eva fosse la stessa di cui si servì l’asina con Balaam [Gn 2, 1-5; Nm 22, 28-30]; come poteva Melchisedech essere nato senza padre né madre [Gn 14, 18]; dove dimora Enoch che non è morto [Gn 5, 24]; dove si trovano i cavalli che trasportarono Elia in un carro di fuoco, dopo ch’egli ebbe separato le acque del Giordano con il proprio mantello, e quando costui tornerà per annunciare la fine del mondo [2Re 2, 7 e 11]. Mio fratello dice che tutti questi problemi l’imbarazzano alquanto, e non hanno ancora potuto procurargli un canonicato di Notre-Dame, su cui noi contiamo.
Vedete, detto tra noi, che la maggior parte degli insegnamenti che riceviamo sono ridicoli, e che quelli che vengono impartiti nell’ambito delle arti e dei mestieri sono infinitamente migliori.

    Ex-gesuita
D’accordo, ma io non ho di che vivere con i miei quattrocento franchi, che fanno ottantadue soldi al giorno; mentre un certo tizio, il cui padre era un lacchè, ha trentasei cavalli nella propria scuderia, quattro cuochi e nessun cappellano.

    Consigliere
E allora? Vi do altri quattrocento franchi di tasca mia: e questo non l’ho imparato da Jean Despautère nel corso dei miei studi.

Voltaire, Educazione in Dizionario Filosofico. Bompiani (2013)
________________________________

Note:
(1) l'ex-Gesuita è stato insegnante del Consigliere
(2) nel 1764 in Francia il re, su pressione del Parlamento, firmò l'editto per la soppressione dell'ordine religioso dei Gesuiti. La vicenda aveva avuto inizio a seguito della bancarotta della potente missione commerciale in Martinica del padre gesuita Antoine La Vallette.

24 maggio 2016

Sociologia di un'organizzazione criminale: parole di Giovanni Falcone


Ricordiamo non solo un giudice e dunque un uomo di cultura e di coerenza, che credeva nello Stato e si batteva per farlo funzionare. Ricordiamo anche un conoscitore profondo delle dinamiche sociali, individuali e colletive di un territorio, la Sicilia, e di un'organizzazione criminale, la mafia.

7 maggio 2016

Breve recensione a: "Modernità in Polvere" di Arjun Appadurai

     
     Testo fondamentale per l'Antropologia Accademica degli anni duemila in Italia. 
    Alcune idee dell'autore erano e sono rimaste interessanti, come il fatto che la TV fornisca alle persone degli ideali o dei modelli - quasi delle storie da cui trarre spunto - da realizzare per la  costruzione delle proprie vite.
   Sostanzialmente l'autore mischia studi storici e di sociologia dei media per ricostruire una sociologia della cultura in un mondo ormai globalizzato in cui le migrazioni e le comunicazioni di massa hanno reso assai fluidi i confini delle varie comunità e, più in generale, delle nazioni. Che l'identità di un popolo debba essere indagata attraverso le vicende storiche realmente accadute, analizzando le manifestazioni culturali dei mass-media è cosa peraltro ovvia per qualsiasi storico. 
     Il fatto che l'analisi che l'autore tenta del conflitto nella ex-Jugoslavia sia piuttosto superficiale e anche disinformata getta peraltro un'ombra enorme sulla credibilità dello studioso il quale è certamente più attento ad entusiasmarsi per la propria biografia personale fatta di viaggi intercontinentali e convegni multietnici tra dotti di tutto il mondo. 
     La profezia ottimista di un ordine mondiale che sarebbe diventato trans-nazionale, con il tramonto dell'organizzazione basata sugli Stati-Nazione si è confermata per quello che già appariva ai non-specialisti 15 anni fa quando il libro uscì in Italia, ovvero una sciocchezza.
      Sconsigliato a chi non debba preparare uno specifico esame universitario.   
     I concetti di "mediorama", "finanziorama" che mandavano in estasi i nostri docenti 15 anni fa non hanno assolutamente fatto presa al di fuori della cerchia degli antropologi accademici.

30 aprile 2016

George Orwell, su Realismo e Idealismo a proposito del post-berlusconismo e la realtà di Matteo Renzi


Per questo ora sei qui. Sei qui perché hai mancato di umiltà, di disciplina verso te stesso. 
Tu non ha voluto fare l'atto di sottomissione che è il prezzo della saggezza. Hai preferito essere un pazzo, essere la minoranza di uno. Solo le menti disciplinate possono vedere la realtà; tu credi che la realtà sia quacosa di oggettivo, di esterno, che esiste per proprio conto. E credi anche che la natura stessa della realtà sia evidente per se stessa. Così se ti persuadi che stai pensando di vedere qualcosa, credi che tutti gli altri vedano quella stessa cosa. 
Ma io ti dico che la realtà non è esterna. La realtà esiste nella mente degli uomini e in nessun altro luogo. NON nelle menti individuali, in questa o in quella, che possono invece commettere errori: ma solo nella mente del Partito, collettiva e immortale. Qualsiasi cosa il partito ritiene vera, è vera. E' impossibile vedere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito. 
Questo devi re-imparare. Ciò rende necessario un atto di autodistruzione, uno sforzo di volontà. Ti devi umiliare, prima di diventare intelligente.
                                                                                                 (G. Orwell, 1984, Mondadori, p. 261)